Gita in bicicletta da sogno a Bergün

La mattina del 17 giugno inizia presto, quasi al buio. Chi arriva a Zurigo sul binario 6 evita di cercare gli ascensori. Un piccolo ma decisivo vantaggio quando si viaggia con la bici. Sul treno IR 35 l’orizzonte si apre lentamente: il lago di Zurigo, il lago di Walen, le cime del Curfirst, ancora avvolte nell’ombra delle prime ore. Sembra che il paesaggio si sveli piano, come per darci il benvenuto.

A Bergün ci ritroviamo in gruppo: fratelli e cognati, tutti tra i 60 e gli 80 anni, ma con la curiosità e l’energia di ragazzi. La nostra prima meta è il viadotto di Landwasser. Un consiglio per i fotografi: quando passa un treno, fermatevi un attimo. La maggior parte dei visitatori tira fuori la macchina fotografica, e non a caso. L’eleganza degli archi che si stagliano sul dirupo, il modo in cui il treno scivola sopra, come fosse senza peso, è un momento di ammirazione collettiva.

Poi scegliamo un sentiero che ci porta dietro il viadotto, un percorso escursionistico che si arrampica ripido e sassoso sulla montagna. Attenzione: con una mountain bike sarebbe un gioco da ragazzi, ma con bici normali diventa una sfida. Chi non è disposto a spingere la bici a mano farebbe meglio a evitare questo tratto. Noi spingiamo, ansimiamo, ridiamo. La natura intorno a noi è selvaggia e intatta, e all’improvviso scopriamo la Cefalantera rossa – non un uccello, ma una rara orchidea nascosta tra le rocce. Sembra che il paesaggio ci premi per la nostra fatica.

Alla fine della giornata abbiamo percorso solo 34 chilometri, ma che chilometri! Ogni metro era colmo di fatica e di meraviglia per la bellezza che ci circondava.

Il giorno successivo ci dirige verso il Passo dell’Albula. La strada è tranquilla, il traffico scarso, le salite dolci: perfetto per una gita in bici rilassante. Ci fermiamo spesso ad ammirare i ponti della Ferrovia Retica, aspettando che passi un treno. L’Albula scorre accanto a noi, le sue acque cristalline e gelide. Arrivati al Lai da Palpuogna, scarichiamo le bici e camminiamo per un’ora in un mare di fiori. Chi ha tempo dovrebbe fermarsi qui: la varietà dei fiori alpini è travolgente e la quiete del lago invita a soggiornare.

Sull’altro versante del passo arriviamo a La Punt. Seguiamo l’Inn, poi la Flaz, fino a raggiungere Pontresina. La pista ciclabile lungo la Flaz è una delle più belle e comode della regione, un segreto per chi cerca una pedalata confortevole con una vista mozzafiato. La nocciolaia ci fischia la sua canzone. La Val Roseg è turistica, ma in un giorno feriale l’abbiamo quasi tutta per noi. 66 chilometri e 1545 metri di dislivello dopo, torniamo a Bergün stanchi, ma appagati.


L’ultimo giorno ci porta da Bergün lungo l’Ava da Tuor. Chi prende la deviazion per Tuor Chant viene premiato: qui si possono noleggiare trottinette e c’è un meraviglioso sentiero escursionistico che porta all’Alp Plazbi. Il paesaggio diventa sempre più selvaggio, sempre più solitario. A 2069 metri di altitudine, il mondo sembra fermarsi. Mio fratello e una sorella esplorano i prati fioriti, mentre io e mia sorella minore scendiamo verso il fiume. Lì scopro qualcosa di unico: l’ombra di una radice di artemisia, al cui centro c’è un lichene incastrato nella roccia, come un’opera d’arte naturale.

Poi, il rifugio Piz Kesch. Un luogo che si distingue per la sua cucina e la sua atmosfera unica. E sì, ci sono davvero parcheggi per bici verdi. Ma il viaggio di ritorno diventa un contrasto: la pioggia ci frustra, il freddo ci penetra nelle ossa, mentre sappiamo che a casa il sole brucia a 36 gradi. Un ultimo consiglio: il tempo in montagna può cambiare rapidamente. Chi non è preparato sarà sorpreso, in bene o in male.

 

Cosa rimane?
I ricordi dei fiori: Ofride fucina, artemisia, scudo di Giove, giglio martagone, piede di gatto, veronica dorata, margherita alpina, primula farinosa, genziana campestre, silene a cuscino, daphne, trifoglio alpino, arnica. Le marmotte, le farfalle, il profumo del legno e della resina di cembro. I momenti in cui non ci restava che meravigliarci. Cosa si può volere di più?